UFFICIO STAMPA
GOODFELLAS

Rossana Savino
rossana.savino@gmail.com

 

Mucchio selvaggio
“Supporto colore” è un disco maturo, registrato con l’adeguato dispiegamento di mezzi e una lucidità d’insieme che porta a dare forma ad un suono d’impatto, nitido e corposo, che va a pescare gli spunti in certa new wave (il rigore geometrico e la cupezza di certi colori, splendida in questo senso “Fall”) così come in una forma trasognata di psichedelia (“Stanze vuote”, che fa venire in mente dei CSI reinterpretati da Amerigo Verardi) o in un post rock che si libera, attraverso graduali esplosioni, di una claustrofobia iniziale – è ciò che accade in “Sirena” – poi disciolta in placidi intrecci di chitarre circolari, oppure si lancia semplicemente in liberatori crescendo, come accade nei minuti finali di “Marianne”. Si riesce pure a rendere convincente il trasporto vagamente epico che innerva l’apripista “Johnny”, impresa sulla carta ad alto rischio eppure nei fatti perfettamente riuscita. Una bella realtà, che seppure non si possa certo definire nuova ha saputo innestare nuovi spunti sul proprio tessuto, sfornando un disco al passo coi tempi, non perché legato al suono del momento ma perché elegante, essenziale e sobrio.

 

Lost highways
C’è una propensione alla forma canzone ed alla melodia invidiabili, c’è una fervida vena d’autore, c’è gusto pop, intelligenti echi wave. [...] Dieci brani pop intelligenti, melodici, raffinati, compiuti, emotivi: è quello che in questo disco vi capiterà di ascoltare, senza strafare, senza velleità particolari, ma con umiltà e gusto gli Stella Diana firmano davvero un buon esordio e la Seahorse va a colpire un altro (l’ennesimo) sensibile bersaglio.

 

Rockerilla
Le parti strumentali brillano. Come nella suddetta canzone (johnny), finchè la voce non irrompe nello svolgimento. Talento notevole, e le rimanenti altre 10 tracce dell'albo lo dimostrano. Voto 7/10

 

Rockline
Non v'è dubbio, dopo l'ascolto di Supporto Colore, che la band in questione possa essere considerata a ragione come uno dei riferimenti della corrente Indie della nostra nazione. [...] Gli Stella Diana potrebbero rappresentare un ideale omaggio a svariati nomi storici della scena (più o meno indipendente) internazionale. Qualcuno li ha paragonati agli Arab Strap, mentre giungono dalla band stessa le ammissioni di riferimento ad alcuni pilastri della storia, quali Joy Division, Velvet Underground e My Bloody Valentine. Aggiungiamo noi che gli Stella Diana ci sembrano essere... Stella Diana. Punto e basta. Sono le chitarre, naturalmente, la parte preponderante del progetto Stella Diana. Suonano senza fronzoli, ma con una pulizia ed una perfezione sonora che raramente riusciamo a riscontrare. [...] Balza all'orecchio una costruzione degli arrangiamenti assolutamente accurata, frutto di una produzione studiata nei minimi dettagli. Valore aggiunto, questo, che ci permette di spezzare una lancia in favore del quartetto partenopeo, giunto sulla scena dopo quasi una decade di attività, ma con un lavoro valido e ben ponderato. Un disco che, siamo certi, saprà ritagliarsi nella scena nazionale un ruolo da protagonista. Un concentrato di scosse elettriche dipinte come flash di colore in una tela altrimenti intrisa di tonalità di attesa e malinconia.

 

Onda alternativa
Le strutture sono ampie e ben costruite, lasciando molto spazio agli strumentali, senza andare a disturbare le melodie che si rivelano a dir poco accattivanti. [...] Nati nel Marzo del ’98, [...] band, ormai consacrata come gruppo di riferimento per la scena indie rock partenopea. Con “Supporto Colore” i napoletani si dimostrano uno dei gruppi più interessanti sulla scena musicale emergente e, in attesa di ulteriori notizie, possiamo promuoverli a pieni voti.

 

KDcobain
Musiche ben strutturate che giocano sul filo dell'attesa, un incedere leggero che ruota attorno ai propri versi, come se volesse dipingere cerchi nell'aria accrescendo la propria forma fino ad aumentarne le dinamiche lasciandole poi sfiatare in chitarre "aperte" [...]. Dense strutture musicali che combaciano ed avvolgono perfettamente i testi ampliandone il proprio significando ed esaltandone al massimo ogni emozione che scaturisce da ogni riverbero possibile. Sicuramente da tener d'occhio.

 

Rockshock
Poesia musicale e sussurri a fil di voce nel primo Cd di una delle più interessanti band dell’indie rock italiano... È sempre bello scoprire che l’ambiente alternative rock nostrano, quello più underground e ignoto ai più, è sempre gravido di inaspettate rivelazioni. Questo è il caso dei Stella Diana, band napoletana che a furia di sgomitare è riuscita ad ottenere un certo seguito, merito anche del tour spagnolo che la vedrà impegnata nei prossimi giorni. Il suo primo album, Supporto Colore, è un concentrato di richiami che vanno dalla new wave dei Joy Division al rock tormentato dei Marlene Kuntz e degli Afterhours. I dieci brani scorrono melliflui ma risoluti, grazie ai corposi arrangiamenti che enfatizzano il ruolo della chitarra. L’atmosfera greve di Neve viene stemperata dalla dolcezza di Mandarancio, mentre con Fall abbiamo un brano di rock più tradizionale, vivace e dinamico. Meritano un ascolto particolarmente attento Johnny e la struggente 26 Marzo. Insomma, questo Supporto Colore è un disco che merita di essere ascoltato, e gli Stella Diana sono un gruppo da tenere d’occhio. L’unico consiglio che ci sentiamo di dare loro è quello, nel loro prossimo album, di osare di più: sempre rimanendo nell’ambito shoegaze, trovare più variazioni tra un brano e l’altro, creare nuovi percorsi. Con le capacità che il gruppo ha mostrato in questo primo album, siamo sicuri che il risultato sarebbe davvero soddisfacente. 7/10

 

Rockerilla Gennaio/Febbraio 2008
Un altro colpo messo a segno dalla Seahorse di Paolo Messere. Oramia si riconosce il suono di un'etichetta che riesce ad accomunare gruppi dall'identità diversa e ben definita.
Come nel caso dei partenopei Stella Diana, alle prese con una new wave virata in nero dal forte impatto ritmico: chitarre siderali, capaci di muoversi con eleganza sia tra fitte nebbie di feedback che dentro costellazioni scurissime; strutture ritmiche sempre ben definite e pronte ad esplodere dietro i sussulti del momento; voce molto personale, registrata volutamente molto bassa nel mixer e con testi decisamente sopra la media comune.
La rabbia dei Disciplinatha corretta con il romanticismo decadente degli Argine.
Chi segue le vicende musicali italiche si segna a chiare lettere il nome degli Stella Diana. 7/10

 

LIFT- SentireAscoltare on line music magazine
Tecniche e idiomi che pur non vergognandosi di prediligere le smussature, trovano il tempo di mediare piacevolmente tra universi paralleli, siano essi la new wave di Stanze vuote, la psichedelia di Sirena, le ruvidezze di Johnny, o in generale una musicalità che sembra procedere più per immagini che per variazioni tonali. Il tutto affiancato ad una parte vocale eterea anch’essa [...] Formula ricca di alchimie elettriche ricercate e toni onirici.

 

Beautiful freaks
Nel cuore e nelle corde delle chitarre ci sono Joy Division, Velvet Underground, My Bloody Valentine e anche un’attitudine che li avvicina alla migliore tradizione italiana con tracce di Tenco e dell’ultimo Battisti. Dieci brani per un esordio che vede la luce dopo un’esperienza decennale e che indica negli Stella Diana una delle band di riferimento per la scena inde-rock di casa nostra. Gusto pop ed echi new wave, atmosfere cariche di tensione e melodie eteree. Un disco dove sono soprattutto le chitarre e i diversi momenti che sanno creare a farla da padrone e su di esse gli Stella Diana imbastiscono liriche intime ed ermetiche che vanno a destrutturare la canonica forma canzone. Speriamo che il disco riesca a catturare la giusta e meritata attenzione riuscendosi a ritagliare un meritatissimo posto di primo piano…